Hard Disk a stato solido SSD: facciamo il punto
Scritto da Carmine Ricco il 11-mar-2010, sotto la categoria Hard Disk, Hardware PC
Qualche anno fa si è cominciato a parlare di Hard Disk capaci di funzionare senza l’utilizzo di alcun disco magnetico. Erano nati gli SSD, dispositivi di memorizzazione di massa che utilizzano banchi di memoria Flash similmente a quanto accade con le Pen Drive (in particolare la memoria NAND) per archiviare i dati, e che, quindi, fanno a meno di qualsiasi movimento meccanico.
Ciò porta notevoli vantaggi in termini di velocità, rumorosità, calore prodotto e longevità. Infatti, non essendo presenti dischi magnetici sottoposti a rotazione, non esiste alcun motore che li debba far girare, non viene prodotto alcun attrito e quindi nessun rumore e pochissimo calore. Il tempo di accesso ai dati (seek time) viene azzerato perché non bisogna aspettare che la testina si posizioni su di un punto del disco per leggere i dati richiesti. Inoltre gli SSD sono praticamente insensibili agli urti, e non esiste il rischio che una testina sfreghi violentemente contro la superficie del disco durante un eventuale spostamento del PC.
Inizialmente questi tipo di hard drive erano in vendita a prezzi improponibili considerando il rapporto €/Gb, ma ultimamente i prezzi sono diventati più “ragionevoli”, ed in alcuni modelli di netbook e notebook sono proposti già di fabbrica.
Per prezzo “ragionevole” si intende comunque un prezzo di un SSD economico da 128Gb equiparabile a quello di un velocissimo Hard Disk a 10.000 RPM da 300Gb oppure a quello di un tradizionale Hard Disk da 2 Tb a 7.200 RPM. Tuttavia, nonostante il rapporto prezzo/Gb sia ancora elevato, molti ultimamente si stanno chiedendo se vale la pena fare un piccolo sacrificio e montare sul proprio sistema un Hard Drive in grado di far partire il Sistema Operativo in meno di 8 secondi.
A questo proposito ci sono una serie di considerazioni da fare:
La prima è che non tutti gli SSD sono uguali. In genere vale la regola secondo la quale quelli migliori costano di più. E per migliori si intende non solo “più veloci”, ma anche “più efficienti” e “più longevi”.
Gli SSD , infatti, si dividono in due categorie: MLC (Multi Level Cell) ed SLC (Single Level Cell).
Negli SSD SLC ogni cella conserva un singolo bit (0 o 1), mentre negli SSD MLC ogni cella di memoria è in grado di memorizzare 3 bit. Di conseguenza gli SSD SLC risultano più veloci, poiché per leggere un bit impiegano un solo ciclo di lettura. Inoltre, a parità di celle di memoria, gli SLC sono meno capienti dei MLC, che quindi, a parità di capienza, risulteranno più economici.
Per rendere l’idea, gli attuali lettori MP3 e i dispositivi di memorizzazione di massa USB sono costruiti utilizzando tecnologia MLC.
Inoltre, gli SSD SLC durano circa 10 volte di più rispetto agli SSD MLC, e sono meno soggetti a cali di prestazioni durante il loro utilizzo.
Un altro fattore da considerare è il decadimento delle prestazioni in scrittura che cresce proporzionalmente al grado di frammentazione del disco. La causa è l’utilizzo di blocchi di celle della dimensione di 4Mb contro i 4 Kb dei dischi tradizionali. Ciò comporta la lettura di tutto il blocco di memoria prima di scrivere una singola cella, causando un notevole spreco di tempo. I moderni Sistemi Operativi vanno in aiuto degli SSD mettendo a disposizione il comando TRIM che permette loro di conoscere in anticipo i blocchi di memoria libera.
In futuro, grazie all’adozione di nanotubi di carbonio, la durata degli SSD è destinata ad allungarsi notevolmente (si parla di centinaia di anni). Anche i prezzi stanno rapidamente scendendo, mentre contemporaneamente le dimensioni stanno crescendo. Questo fa supporre che presto chiunque potrà sostituire il proprio Hard Disk con un modello SSD senza porsi troppe domande.
1 Commenti per questo articolo
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SSD Vs nuovi Wdraptor - Pagina 2 - Forum di Tom's Hardware
aprile 8th, 2010 on 23:17[...] aspettare che scendano i prezzi. In questo articolo si fa un po' di chiarezza sull'argomento: Hard Disk a stato solido SSD: facciamo il punto – CarmineRicco.it http://www.carminericco.it – Hardware & Hi-Tech, semplicemente CPU: Intel Core i7 920 Mobo: Asus [...]









Mafia2.it
marzo 11th, 2010 on 23:15
I nanotubi consentono anche di ridurre notevolmente anche le dimensioni fisiche degli hard disk. I nanotubi sono dell’ordine di grandezza dei micron, più sottile di un capello e se sottoposti a degli sforzi sono resistentissimi. Inoltre in determinate condizioni si comportano come superconduttori quindi consentirebbero anche di migliorare le prestazioni anche rispetto agli SSD. Ormai le capacità dei conduttori sono state sfruttate al limite. E solo cambiando tipo di tecnologia si può fare il salto di qualità. Anche i progetti di pc realizzati con componenti in fibra ottica sono secondo me molto promettenti, ma il reale problema da risolvere è il solito cono di bottiglia che si riscontra laddove è necessario effettuare la conversione del segnale luminoso in segnale elettrico. Ancora non si riesce a realizzare tutti i componeti in fibra ottica quindi bisogna ricorrere alla conversione.