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Hard Disk a stato solido SSD

Facciamo il punto: quali vantaggi offrono realmente?

Gli Hard Disk allo stato solido SSD non hanno alcun disco magnetico all’interno e per archiviare i dati utilizzano banchi di memoria Flash.

Hard Disk Intel SSD a Stato Solido

Qualche anno fa si è cominciato a parlare di Hard Disk a stato solido capaci di funzionare senza l’utilizzo di alcun disco magnetico. Erano nati gli SSD, dispositivi di memorizzazione di massa che utilizzano banchi di memoria Flash similmente a quanto accade con le Pen Drive (in particolare la memoria NAND) per archiviare i dati, e che, quindi, fanno a meno di qualsiasi movimento meccanico.

Ciò porta notevoli vantaggi in termini di velocità, rumorosità, calore prodotto e longevità. Infatti, non essendo presenti dischi magnetici sottoposti a rotazione, non esiste alcun motore che li debba far girare, non viene prodotto alcun attrito e quindi nessun rumore e pochissimo calore.

Il tempo di accesso ai dati (seek time) viene azzerato perché non bisogna aspettare che la testina si posizioni su di un punto del disco per leggere i dati richiesti. Inoltre gli SSD sono praticamente insensibili agli urti, e non esiste il rischio che una testina sfreghi violentemente contro la superficie del disco durante un eventuale spostamento del PC.

Inizialmente questi tipo di hard drive erano in vendita a prezzi improponibili considerando il rapporto €/Gb, ma ultimamente i prezzi sono diventati più “ragionevoli”, ed in alcuni modelli di netbook e notebook sono proposti già di fabbrica.

Per prezzo “ragionevole” si intende comunque un prezzo di un SSD economico da 128Gb equiparabile a quello di un velocissimo Hard Disk a 10.000 RPM da 300Gb oppure a quello di un tradizionale Hard Disk da 2 Tb a 7.200 RPM. Tuttavia, nonostante il rapporto prezzo/Gb sia ancora elevato, molti ultimamente si stanno chiedendo se vale la pena fare un piccolo sacrificio e montare sul proprio sistema un Hard Drive in grado di far partire il Sistema Operativo in meno di 8 secondi.

A questo proposito ci sono una serie di considerazioni da fare:

La prima è che non tutti gli SSD sono uguali. In genere vale la regola secondo la quale quelli migliori costano di più. E per migliori si intende non solo “più veloci”, ma anche “più efficienti” e “più longevi”.

Gli SSD , infatti, si dividono in due categorie: MLC (Multi Level Cell) ed SLC (Single Level Cell).

Negli SSD SLC ogni cella conserva un singolo bit (0 o 1), mentre negli SSD MLC ogni cella di memoria è in grado di memorizzare 3 bit. Di conseguenza gli SSD SLC risultano più veloci, poiché per leggere un bit impiegano un solo ciclo di lettura. Inoltre, a parità di celle di memoria, gli SLC sono meno capienti dei MLC, che quindi, a parità di capienza, risulteranno più economici.

Per rendere l’idea, gli attuali lettori MP3 e i dispositivi di memorizzazione di massa USB sono costruiti utilizzando tecnologia MLC.

Inoltre, gli SSD SLC durano circa 10 volte di più rispetto agli SSD MLC, e sono meno soggetti a cali di prestazioni durante il loro utilizzo.

Un altro fattore da considerare è il decadimento delle prestazioni in scrittura che cresce proporzionalmente al grado di frammentazione del disco. La causa è l’utilizzo di blocchi di celle della dimensione di 4Mb contro i 4 Kb dei dischi tradizionali. Ciò comporta la lettura di tutto il blocco di memoria prima di scrivere una singola cella, causando un notevole spreco di tempo. I moderni Sistemi Operativi vanno in aiuto degli SSD mettendo a disposizione il comando TRIM che permette loro di conoscere in anticipo i blocchi di memoria libera.

In futuro, grazie all’adozione di nanotubi di carbonio, la durata degli SSD è destinata ad allungarsi notevolmente (si parla di centinaia di anni). Anche i prezzi stanno rapidamente scendendo, mentre contemporaneamente le dimensioni stanno crescendo. Questo fa supporre che presto chiunque potrà sostituire il proprio Hard Disk con un modello SSD senza porsi troppe domande.

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