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Processori Intel Sandy Bridge

I nuovi processori Intel della famiglia Sandy Bridge debuttano sul mercato e promettono notevoli miglioramenti per quanto riguarda prestazioni e consumi grazie a CPU e GPU integrate.

CPU Intel Sandy Bridge

I nuovi processori Intel della famiglia Sandy Bridge debuttano sul mercato e promettono notevoli miglioramenti per quanto riguarda prestazioni e consumi grazie a CPU e GPU integrate. Da sempre l’obiettivo di Intel è apportare miglioramenti alle architetture dei processori ottenendo incrementi prestazionali che non incidano su un incremento dei consumi, e a giudicare dai primi test effettuati, gli Intel Core di seconda generazione sono più veloci ed efficienti rispetto alle CPU Core i7-800, Core i5 e Core i3 della generazione precedente che progressivamente andranno a sostituire.


In questa fase produttiva Intel ha rivisto l’architettura delle CPU Westmere, a partire dal socket, mantenendo il processo produttivo a 32 nanometri. I processori della serie Core ix-2000 utilizzano socket LGA 1155 e sono incompatibili con le schede madri socket LGA 1156.

I nuovi processori della serie ix-2000 sono proposti in versioni dual-core e quad-core, e riprendono alcune caratteristiche che sono state i punti di forza dei processori della serie precedente: l’ HyperThreading (che raddoppia il numero di processi rispetto ai core disponibili) e il Turbo Boost in una versione ottimizzata. Inoltre Intel ha pensato di diversificare le nuove CPU, oltre che per sistemi desktop e mobile, anche per diverse fasce di mercato.

Per quanto riguarda le versioni desktop, la serie K viene proposta con il moltiplicatore sbloccato, quindi è destinata ad una clientela appassionata di overclock; la serie S mantiene un consumo massimo di 65W pur essendo quad-core; la serie T è parca nei consumi (35W) e può essere impiegata in sistemi più piccoli.

Le versioni mobile comprendono CPU con TDP mediamente più basso, processori i7 non tutti quad-core e un modello della serie Extreme Edition. In questi processori il Turbo Boost interviene con incrementi maggiori rispetto alla versione desktop.

Il Turbo Boost 2.0 coinvolge tutti i core a disposizione ed incrementa la frequenza di clock fino a quando non viene raggiunto il TDP massimo, nel qual caso il processore riduce la frequenza ad un livello non più basso della frequenza nominale del processore.

Caratteristica principale delle CPU precedenti era la grafica integrata, ed è stata ripresa anche nelle CPU della famiglia Sandy Bridge. Nelle versioni desktop viene proposta in 2 versioni, HD Graphics 2000 e HD Graphics 3000 con supporto HDMI 1.4, DirectX 10.1 e OpenGL 3.0, mentre nelle versioni mobile la proposta è sempre la HD 3000. La vera novità è che ora la CPU e la GPU sono integrate in un’ unica componente. Altra caratteristica è il fatto che questi processori spengono le unità funzionali quando non usate.

Il risultato è un notevole vantaggio dei processori Sandy Bridge rispetto alle cpu Core i7 serie 900 e 800 nell’ambito videoludico, multimediale e puramente velocistico. Solo in alcuni casi gli Intel i7-960, i7-970 e i7-980 riescono ad ottenere risultati migliori, a discapito, però, dei consumi e del prezzo.

Il confronto con i processori concorrenti AMD è a dir poco impietoso: nessun modello AMD al di sotto del Phenom II X6 è in grado di competere alla pari con gli Intel Sandy Bridge, e gli stessi Phenom II X6 faticano a mantenere il passo degli Intel per prestazioni, temperature e consumi. E’ incredibile che un quad-core arrivi a consumi di 30W, valori raggiunti fin’ora solo da processori Intel Atom.

Per il momento la proposta di punta di Intel continuerà ad essere quella basata su piattaforma Socket 1366 LGA e CPU Core i7-900 a 32 nanometri.

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