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Processori Intel Ivy Bridge

Quali novità riguarderanno il successore del Sandy Bridge?

La prossima generazione di Processori Intel si chiamerà Ivy Bridge ed introdurrà diverse novità rispetto alla famiglia di processori Sandy Bridge che andrà a sostituire.

CPU Intel Ivy Bridge

La prossima generazione di processori Intel per sistemi desktop, mobile e server si chiamerà Ivy Bridge ed introdurrà diverse novità rispetto alla famiglia di processori Sandy Bridge che andrà a sostituire.

I processori Sandy Bridge integrano in un unico die la CPU e la GPU che supporta le librerie DirectX 10.1. I nuovi processori Ivy Bridge seguiranno la stessa architettura con grafica integrata, saranno proposti in versioni a due e quattro core e per alcuni modelli sarà presente l’ Hyper-Threading e supporteranno le librerie OpenCL 1.1 e DirectX 11.

Le Execution Units integrate aumenteranno da 12 a 16 e il processo produttivo passerà da 32 a 22 nanometri, caratteristiche che assicureranno un aumento di prestazioni pari a circa il 20% ed una discreta diminuzione di dimensioni,  consumi e temperature rispetto alla precedente generazione di processori.

Con i nuovi processori debuttano anche i nuovi chipset Panther Point, chiamati commercialmente Serie 7, che integreranno i controller SATA 6 Gbps e USB 3.0, finalmente supportato nativamente attraverso 4 porte.

E’ previsto il supporto ad HDMI 1.4 e a DisplayPort 1.1 con la possibilità di pilotare contemporaneamente tre schermi. Inoltre il controller di memoria supporterà i moduli DDR3 a 1600 Mhz di tipo dual-channel e lo standard PCI Express 3.0 che permetterà di sfruttare configurazioni a doppia scheda video collegate in CrossFireX e SLI.

I processori Ivy Bridge inizialmente saranno disponibili per piattaforma socket LGA 1155, quindi compatibile con quella dei processori Sandy Bridge, per cui potrà essere utilizzata la stessa scheda madre previo aggiornamento del BIOS.

Probabilmente Intel anticiperà la data del lancio dei processori Ivy Bridge (precedentemente fissata per l’inizio del 2012) alla fine del 2011, sia per cercare di contrastare la rivale AMD con le sue APU Fusion, sia per rimediare ai problemi causati dal bug presente nei chipset per processori Sandy Bridge, ora completamente risolti.

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