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Raspberry Pi, il PC grande come una chiavetta Usb

Un vero mini computer a soli 35 dollari

Il Raspberry Pi è un mini PC dalle dimensioni di una chiavetta USB, costerà circa 25 dollari ed aiuterà i bambini ad avvicinarsi ai fondamenti della programmazione.

Raspberry Pi

Il Raspberry Pi è un un mini PC dalle dimensioni di una normale chiavetta USB ed è stato ideato dallo sviluppatore David Braben, in collaborazione con un team di ingegneri inglesi della Raspberry Pi Foundation. Si tratta di una “USB stick PC”, un modello sperimentale concepito per promuovere lo studio dell’ informatica nelle scuole primarie.

Infatti servirà ad aiutare i bambini a capire i fondamenti della programmazione e l’architettura hardware di un computer, senza limitarsi alla creazione di un documento Word/Excel o ad una presentazione in Powerpoint.

Caratteristiche tecniche:

  • CPU ARM11 da 700MHz
  • Memoria da 128MB SDRAM
  • 1 porta USB 2.0
  • Uscita HDMI
  • Fotocamera/videocamera da 12 megapixel
  • Decodifica video in 1080p
  • Lettore di schede SD/MMC/SDIO
  • OpenGL ES 2.0
  • Sistema operativo Ubuntu 9.04
  • Applicazioni Firefox, KOffice, Python, OpenOffice GIMP

 

E’ questa l’idea di un PC dai costi ridotti (prezzo circa 25 dollari), da realizzarsi nei prossimi 12 mesi.

 

Aggiornamento:

E’ finalmente in arrivo il Raspberry PI, il mini computer con un form factor definitivo dalle dimensioni simili a quelle di una carta di credito. Sarà acquistabile a partire da gennaio 2012 in due versioni: il Model A da 25 dollari e il Model B da 35 dollari. La versione più costosa ha in più la porta Ethernet ed il doppio della memoria RAM (256 MB).

Il Raspberry PI è alimentato tramite una porta micro USB che fornirà 5 Volt di tensione e le dimensioni sono di 85,6×53,98×20 mm, mentre il peso è di 40 grammi.

Inizialmente supporterà le distribuzioni Debian, Fedora e ArchLinux, ma non Ubuntu.

Il Raspberry PI è già oggetto di interese da parte di molti Paesi in via di sviluppo che, grazie a questo computer a basso costo, potrebbero avere maggiori possibilità di diffondere l’istruzione distribuendolo in scuole, musei e ospedali.

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