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Facebook attiva il riconoscimento facciale

La nuova funzione che permette di riconoscere i volti

Facebook ha attivato il riconoscimento facciale che permette al social network di riconoscere i volti degli utenti attraverso una scansione automatica delle foto.

Facebook

Non tutti sanno che Facebook, anche in Italia, ha attivato di default la nuova funzione di riconoscimento facciale che permette al social network più famoso del mondo di riconoscere i volti di ciascun utente attraverso un software automatico di scansione delle immagini, suggerendone i nomi da taggare. Prendi una foto di gruppo, caricala su Facebook, e saprai subito i nomi delle persone che ne fanno parte.

Gli oltre 500 milioni di utenti iscritti al social network sono stati inseriti automaticamente all’interno del database, senza alcuna preventiva comunicazione da parte di Facebook, che ha subito rimediato precisando che c’è la possibilità di decidere di non essere identificati cambiando le impostazioni di privacy: bisogna cliccare sul menù account in alto a destra, poi su Impostazioni sulla privacy e quindi su Personalizza impostazioni, scorrere fino a Elementi condivisi dagli altri, selezionare Suggerisci agli amici le foto in cui ci sono io, cliccare su Modifica le impostazioni e scegliere la casella No.

 

In questo momento gli utenti di Facebook si staranno chiedendo: è stato lecito inserire nel database gli utenti senza il loro consenso preliminare? Si tratta di violazione della privacy?

Che dire, la polemica non è tanto sull’attivazione di questa applicazione, in quanto non è difficile disattivarla, quanto piuttosto sul mancato preavviso che avrebbe permesso agli utenti di bloccarla immediatamente.

Il consulente di Sophos Graham Cluley, esperto inglese di sicurezza, in primis e altri gruppi per la difesa della privacy, si sono schierati contro questo tipo di applicazioni e sostengono che Facebook dovrebbe smettere di abilitare di default le opzioni che permettono libero accesso ai dati del profilo, ma dovrebbe passare da un servizio opt-in ad uno opt-out in cui sono gli utenti che desiderano condividere le proprie personali informazioni a dover abilitare le nuove funzioni.

Quindi a chi non vuole essere taggato non resta che procedere con la disattivazione della funzione.

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